Settore Conglomerati Bituminosi

Elenco Normative

In questo settore si eseguono le prove di qualifica e di resistenza meccanica delle miscele di conglomerato bituminoso e del legante che lo costituisce.<br />
Il conglomerato bituminoso è ottenuto da una miscela di materiali aggregati granulari di origine naturale o artificiale, aggregati  fini (filler) e un legante di tipo bituminoso. Se si prevede anche l’aggiunta di polimeri (resine sintetiche) che influenzano le caratteristiche fisiche e/o chimiche del materiale sono chiamati conglomerati a bitume modificato. Il conglomerato bituminoso è utilizzato per la realizzazione delle superfici carrabili.Il laboratorio è dotato di strumenti che permettono di eseguire gli studi di ottimizzazione di miscele di aggregati per la produzione di conglomerati bituminosi.  Fino ad oggi, il metodo più diffuso è stato il metodo Marshall che, in base a procedure standardizzate di confezionamento dei provini e di determinazione di parametri fisico-meccanici (stabilità e rigidezza Marshall, percentuale dei vuoti), fornisce il contenuto ottimo di legante da utilizzare nel confezionamento della miscela.Il metodo di costipamento dei provini non simula in modo corretto le effettive modalità di messa in opera dei materiali e dunque non può riprodurre le possibili plasticizzazioni del materiale in sito; non permette di fare una previsione delle prestazioni della pavimentazione. Proprio l’interesse nei confronti delle performance ha indirizzato i metodi di mix design verso indicazioni di tipo prestazionale e non più verso vincoli di composizione ed esecuzione. In questa direzione è stato sviluppato il  metodo volumetrico che si articola in tre fasi:Selezione degli aggregati tramite la determinazione della curva granulometrica e delle caratteristiche fisiche degli aggregati. Si è visto infatti che spigolosità, coefficiente di forma, assortimento granulometrico e durezza influiscono sulle prestazioni finali della pavimentazione;Selezione del tipo di legante. La classificazione del legante si basa sulle temperature estreme previste nella pavimentazione. La scelta del tipo di bitume da utilizzare prende in considerazione non solo le condizioni ambientali, ma anche i volumi di traffico e la velocità dei veicoli;Determinazione del contenuto ottimo di bitume tramite la definizione della massa volumica apparente e di altre caratteristiche volumetriche dei provini compattati mediante pressa di taglio giratoria.Alla base dello sviluppo di tale metodo sta la constatazione che una miscela che soddisfa determinate caratteristiche volumetriche rispetta generalmente i requisiti di stabilità e rigidezza Marshall ed ha elevate probabilità di manifestare un buon comportamento in opera nei confronti di ormaiamento e fessurazioni causate da fatica e basse temperature.La Geo Consulting è in grado di eseguire queste determinazioni sia presso la sede del laboratorio che con l’utilizzo della sua unità mobile dotata di tutti gli necessari per la determinazioni delle principali caratteristiche meccaniche di una miscela di conglomerato bituminoso.Il panorama normativo nel settore dei prodotti da costruzione ha conosciuto recentemente uno sviluppo di notevole entità. La legislazione a seguito dell’emanazione della Direttiva 89/106 “Prodotti da costruzione” recepita in Italia dal D.P.R. n. 246 del 21 aprile 1993, ha definito i requisiti e disciplinato le attività legate ai prodotti da costruzione. Anche il settore dei conglomerati bituminosi è stato regolamentato mediante un vasto corpus normativo, le norme UNI EN 13108, che stabilisce i requisiti necessari all’applicazione della marcatura CE. A partire dal 1 marzo 2008 è diventato obbligatorio apporre la marcatura CE a tutti i prodotti del settore in conformità alle UNI EN 13108.Il marchio CE è una Attestazione di Conformità. La Direttiva contempla diversi Sistemi di Attestazione della Conformità, in considerazione degli usi previsti per il prodotto e delle differenti prestazioni richieste.La marcatura CE dei conglomerati bituminosi è compresa nella famiglia di norme UNI EN 13108Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 1: Conglomerato bituminoso prodotto a caldo UNI EN 13108-1Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 2: Conglomerato bituminoso per strati molto sottili  UNI EN 13108-2Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 3: Conglomerato con bitume molto tenero  UNI EN 13108-3Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 4: Conglomerato bituminoso chiodato  UNI EN 13108-4Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 5: Conglomerato bituminoso antisdrucciolo chiuso  UNI EN 13108-5Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 6: Asfalto colato  UNI EN 13108-6Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 7: Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti  UNI EN 13108-7

In questo settore si eseguono le prove di qualifica e di resistenza meccanica delle miscele di conglomerato bituminoso e del legante che lo costituisce.<br />
Il conglomerato bituminoso è ottenuto da una miscela di materiali aggregati granulari di origine naturale o artificiale, aggregati  fini (filler) e un legante di tipo bituminoso. Se si prevede anche l’aggiunta di polimeri (resine sintetiche) che influenzano le caratteristiche fisiche e/o chimiche del materiale sono chiamati conglomerati a bitume modificato. Il conglomerato bituminoso è utilizzato per la realizzazione delle superfici carrabili.Il laboratorio è dotato di strumenti che permettono di eseguire gli studi di ottimizzazione di miscele di aggregati per la produzione di conglomerati bituminosi.  Fino ad oggi, il metodo più diffuso è stato il metodo Marshall che, in base a procedure standardizzate di confezionamento dei provini e di determinazione di parametri fisico-meccanici (stabilità e rigidezza Marshall, percentuale dei vuoti), fornisce il contenuto ottimo di legante da utilizzare nel confezionamento della miscela.Il metodo di costipamento dei provini non simula in modo corretto le effettive modalità di messa in opera dei materiali e dunque non può riprodurre le possibili plasticizzazioni del materiale in sito; non permette di fare una previsione delle prestazioni della pavimentazione. Proprio l’interesse nei confronti delle performance ha indirizzato i metodi di mix design verso indicazioni di tipo prestazionale e non più verso vincoli di composizione ed esecuzione. In questa direzione è stato sviluppato il  metodo volumetrico che si articola in tre fasi:Selezione degli aggregati tramite la determinazione della curva granulometrica e delle caratteristiche fisiche degli aggregati. Si è visto infatti che spigolosità, coefficiente di forma, assortimento granulometrico e durezza influiscono sulle prestazioni finali della pavimentazione;Selezione del tipo di legante. La classificazione del legante si basa sulle temperature estreme previste nella pavimentazione. La scelta del tipo di bitume da utilizzare prende in considerazione non solo le condizioni ambientali, ma anche i volumi di traffico e la velocità dei veicoli;Determinazione del contenuto ottimo di bitume tramite la definizione della massa volumica apparente e di altre caratteristiche volumetriche dei provini compattati mediante pressa di taglio giratoria.Alla base dello sviluppo di tale metodo sta la constatazione che una miscela che soddisfa determinate caratteristiche volumetriche rispetta generalmente i requisiti di stabilità e rigidezza Marshall ed ha elevate probabilità di manifestare un buon comportamento in opera nei confronti di ormaiamento e fessurazioni causate da fatica e basse temperature.La Geo Consulting è in grado di eseguire queste determinazioni sia presso la sede del laboratorio che con l’utilizzo della sua unità mobile dotata di tutti gli necessari per la determinazioni delle principali caratteristiche meccaniche di una miscela di conglomerato bituminoso.Il panorama normativo nel settore dei prodotti da costruzione ha conosciuto recentemente uno sviluppo di notevole entità. La legislazione a seguito dell’emanazione della Direttiva 89/106 “Prodotti da costruzione” recepita in Italia dal D.P.R. n. 246 del 21 aprile 1993, ha definito i requisiti e disciplinato le attività legate ai prodotti da costruzione. Anche il settore dei conglomerati bituminosi è stato regolamentato mediante un vasto corpus normativo, le norme UNI EN 13108, che stabilisce i requisiti necessari all’applicazione della marcatura CE. A partire dal 1 marzo 2008 è diventato obbligatorio apporre la marcatura CE a tutti i prodotti del settore in conformità alle UNI EN 13108.Il marchio CE è una Attestazione di Conformità. La Direttiva contempla diversi Sistemi di Attestazione della Conformità, in considerazione degli usi previsti per il prodotto e delle differenti prestazioni richieste.La marcatura CE dei conglomerati bituminosi è compresa nella famiglia di norme UNI EN 13108Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 1: Conglomerato bituminoso prodotto a caldo UNI EN 13108-1Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 2: Conglomerato bituminoso per strati molto sottili  UNI EN 13108-2Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 3: Conglomerato con bitume molto tenero  UNI EN 13108-3Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 4: Conglomerato bituminoso chiodato  UNI EN 13108-4Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 5: Conglomerato bituminoso antisdrucciolo chiuso  UNI EN 13108-5Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 6: Asfalto colato  UNI EN 13108-6Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 7: Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti  UNI EN 13108-7

In questo settore si eseguono le prove di qualifica e di resistenza meccanica delle miscele di conglomerato bituminoso e del legante che lo costituisce.
Il conglomerato bituminoso è ottenuto da una miscela di materiali aggregati granulari di origine naturale o artificiale, aggregati  fini (filler) e un legante di tipo bituminoso. Se si prevede anche l’aggiunta di polimeri (resine sintetiche) che influenzano le caratteristiche fisiche e/o chimiche del materiale sono chiamati conglomerati a bitume modificato. Il conglomerato bituminoso è utilizzato per la realizzazione delle superfici carrabili.Il laboratorio è dotato di strumenti che permettono di eseguire gli studi di ottimizzazione di miscele di aggregati per la produzione di conglomerati bituminosi.  Fino ad oggi, il metodo più diffuso è stato il metodo Marshall che, in base a procedure standardizzate di confezionamento dei provini e di determinazione di parametri fisico-meccanici (stabilità e rigidezza Marshall, percentuale dei vuoti), fornisce il contenuto ottimo di legante da utilizzare nel confezionamento della miscela.Il metodo di costipamento dei provini non simula in modo corretto le effettive modalità di messa in opera dei materiali e dunque non può riprodurre le possibili plasticizzazioni del materiale in sito; non permette di fare una previsione delle prestazioni della pavimentazione. Proprio l’interesse nei confronti delle performance ha indirizzato i metodi di mix design verso indicazioni di tipo prestazionale e non più verso vincoli di composizione ed esecuzione. In questa direzione è stato sviluppato il  metodo volumetrico che si articola in tre fasi:

Selezione degli aggregati tramite la determinazione della curva granulometrica e delle caratteristiche fisiche degli aggregati. Si è visto infatti che spigolosità, coefficiente di forma, assortimento granulometrico e durezza influiscono sulle prestazioni finali della pavimentazione;

Selezione del tipo di legante. La classificazione del legante si basa sulle temperature estreme previste nella pavimentazione. La scelta del tipo di bitume da utilizzare prende in considerazione non solo le condizioni ambientali, ma anche i volumi di traffico e la velocità dei veicoli;

Determinazione del contenuto ottimo di bitume tramite la definizione della massa volumica apparente e di altre caratteristiche volumetriche dei provini compattati mediante pressa di taglio giratoria.

Alla base dello sviluppo di tale metodo sta la constatazione che una miscela che soddisfa determinate caratteristiche volumetriche rispetta generalmente i requisiti di stabilità e rigidezza Marshall ed ha elevate probabilità di manifestare un buon comportamento in opera nei confronti di ormaiamento e fessurazioni causate da fatica e basse temperature.

La Geo Consulting S.r.l. è in grado di eseguire queste determinazioni sia presso la sede del laboratorio che con l’utilizzo della sua unità mobile dotata di tutti gli necessari per la determinazioni delle principali caratteristiche meccaniche di una miscela di conglomerato bituminoso.

Il panorama normativo nel settore dei prodotti da costruzione ha conosciuto recentemente uno sviluppo di notevole entità. La legislazione a seguito dell’emanazione della Direttiva 89/106 “Prodotti da costruzione” recepita in Italia dal D.P.R. n. 246 del 21 aprile 1993, ha definito i requisiti e disciplinato le attività legate ai prodotti da costruzione. Anche il settore dei conglomerati bituminosi è stato regolamentato mediante un vasto corpus normativo, le norme UNI EN 13108, che stabilisce i requisiti necessari all’applicazione della marcatura CE. A partire dal 1 marzo 2008 è diventato obbligatorio apporre la marcatura CE a tutti i prodotti del settore in conformità alle UNI EN 13108.

Il marchio CE è una Attestazione di Conformità. La Direttiva contempla diversi Sistemi di Attestazione della Conformità, in considerazione degli usi previsti per il prodotto e delle differenti prestazioni richieste.

La marcatura CE dei conglomerati bituminosi è compresa nella famiglia di norme UNI EN 13108

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 1: Conglomerato bituminoso prodotto a caldo UNI EN 13108-1

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 2: Conglomerato bituminoso per strati molto sottili  UNI EN 13108-2

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 3: Conglomerato con bitume molto tenero  UNI EN 13108-3

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 4: Conglomerato bituminoso chiodato  UNI EN 13108-4

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 5: Conglomerato bituminoso antisdrucciolo chiuso  UNI EN 13108-5

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 6: Asfalto colato  UNI EN 13108-6

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 7: Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti  UNI EN 13108-7